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18 Giugno 2020

COVID-19 | La gestione tra emergenza e incertezza. Il focus lombardo

In queste ultime settimane sono stati al centro dell’attenzione politica (e partitica) e mediatica le notizie e i pareri espressi rispetto al comportamento e la condotta di Regione Lombardia in merito alla gestione dell’epidemia causata dal virus Covid-19.

Riteniamo opportuno mettere al centro del dibattito i dati relativi a Regione Lombardia, per evidenziare come questa complessa situazione debba essere letta alla luce di un contesto più ampio: solo partendo da un’opportuna contestualizzazione è possibile costruire un giudizio riguardo la gestione da parte di regione.

Pur presentando i dati pubblici disponibili un limite (in quanto si dispone dei dati cumulati, ovvero dal giorno preso in esame fino all’inizio dell’epidemia, dei casi totali, dei decessi, dei guariti/dimessi, dei tamponi e dei casi testati, ma solo dei dati giornalieri per quanto riguarda i ricoverati e la terapia intensiva), è necessario sottolineare per esempio che al giorno 3 maggio, fine della Fase 1, i casi totali registrati in Lombardia (77.528), sono maggiori della somma dei casi totali delle tre regioni (Piemonte, Emilia-Romagna, Veneto) con più casi dopo la Lombardia (71.764), così come della somma delle regioni dell’Italia centrale (24.085), dell’Italia meridionale (17.984) e delle due somme messe insieme (42.069).

Bisogna anche sottolineare la velocità con cui Regione Lombardia è riuscita a riconvertire i posti letto disponibili per la terapia intensiva, partendo, a livello regionale, da 724 posti e avviando un processo di riconversione che ha portato ad ottenere circa 900 posti letto già all’inizio di marzo per la terapia intensiva.

Il documento rappresenta anche un primo spunto per riflettere sulle fragilità emerse rispetto all’organizzazione del sistema socio-sanitario territoriale lombardo che, come ben noto, è in fase di trasformazione; un’analisi oggettiva della fase 1 può fornire stimoli interessanti per concludere la trasformazione in atto, individuando le giuste opportunità per un’assistenza sanitaria regionale sostenibile, ripensata sul territorio e sempre più vicina ai pazienti.