Epatite A, conosciamola meglio

Spesso si sente parlare di epatite, ma altrettanto spesso si crea confusione su cosa sia esattamente questa patologia che provoca un malfunzionamento del fegato con conseguenti danni sull’organismo, e su quali siano le differenze tra i vari tipi.

Questo post inaugura una serie di contenuti che andranno proprio a evidenziare quali siano i diversi tipi di epatite, e in particolare saranno prese in considerazione le cinque epatiti virali: A, B, C, D, E.

Cominciamo con l’epatite A, che è generata dallo sviluppo del virus HVA e si contrae per via orale attraverso l’assunzione di cibo o acqua che siano stati contaminati da feci di una persona già infetta.

Facciamo un esempio: se una persona infetta non si lava le mani dopo essere stata in bagno e manipola cibo che poi sarà ingerito da altri, è possibile che il virus si trasmetta, soprattutto se si tratta di alimenti poco cotti.

Va detto che generalmente chi contrae l’epatite A solitamente guarisce senza bisogno di trattamenti specifici e non riporta danni permanenti al fegato, diverso è il caso di chi si trovi in condizioni di salute particolari, che dovrà naturalmente seguire le indicazioni del medico curante.

La buona notizia è che chi viene infettato dal virus HAV, una volta sconfitta la patologia diventa immune dal virus in maniera permanente.

I sintomi – che però ricordiamo sempre possono essere attinenti anche ad altre patologie -, sono nausea, vomito, diarrea, febbre, dolori muscolari, dolori addominali. La diagnosi viene fatta attraverso esami del sangue e delle urine.

Particolare attenzione deve prestare chi viaggia all’estero, soprattutto in zone rischiose dichiarate rischiose dal Ministero della Salute, ma è buona norma verificare sempre che i luoghi nei quali si mangia rispettino le basilari norme di igiene nella gestione del cibo.

Una buona norma, pare superfluo dirlo, è quella di lavarsi sempre le mani dopo essere stati in bagno!

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