Disturbi alimentari 2.0: quali sono?

Si sente spesso parlare di disturbi del comportamento alimentare, e a ragione, visto che secondo i dati diramati dal Ministero della salute nel 2018, in Italia ne soffrono tre milioni di persone, e nello specifico il 95,9% sono donne e il 4,1% sono uomini.

Ma quali sono i nuovi disturbi alimentari?

I principali e più conosciuti sono anoressia, bulimia e disturbo da alimentazione incontrollata, ma negli ultimi anni si è cominciato a parlare anche di altri tipi di patologie, che sono le seguenti:

Ortoressia: l’esagerata attenzione per la qualità del cibo al fine di nutrirsi in modo salutare;

Drunkoressia: mangiare poco, fino ad arrivare al digiuno, e compensare con l’apporto calorico delle bevande alcoliche;

Bigoressia: abuso di esercizio fisico, diete iperproteiche e anabolizzanti;

Pregoressia: disturbo alimentare delle donne incinte che non vogliono aumentare di peso durante la gravidanza.

I disturbi alimentari possono manifestarsi ad ogni età, ma un dato allarmante è quello secondo il quale si stima che negli ultimi dieci anni oltre due milioni di casi abbiano riguardato ragazzi tra gli otto e i dieci anni.

Certamente influiscono i modelli mediatici proposti, che puntano a un ideale di perfezione molto diverso dalle caratteristiche fisiche più comuni, ma sarebbe un errore addossare le responsabilità esclusivamente al mondo della comunicazione.

Molte e diverse possono essere le cause di insorgenza delle patologie, che vanno trattate nella loro specificità.

Sul territorio italiano sono presenti molti centri che si occupano di disturbi del comportamento alimentare, ed è lì che è necessario recarsi per ricevere la corretta diagnosi e la giusta presa in carico.

Nessun commento

Vuoi lasciare un commento?