Canna(bis)gate

Quando si parla di legalizzazione della cannabis è facile avventurarsi in territorio minato. Anzi, fumoso.

Senza voler in alcun modo orientare chi legge verso l’utilizzo o meno della sostanza, vale la pena cercare di fare un po’ di chiarezza sul tema, partendo dall’inizio.

La cannabis è stata dichiarata illegale per la prima volta nel 1937 negli Stati Uniti, durante la presidenza Roosevelt, e da allora il divieto di utilizzo si è esteso a molti altri Paesi occidentali.

Da allora molte cose e molte leggi sono cambiate, e restringendo il campo all’Europa possiamo dire che oggi alcune nazioni hanno adottato politiche concilianti rispetto alla coltivazione e all’uso della pianta.

Nei Paesi Bassi, ad esempio, una normativa ben precisa in materia di stupefacenti consente la vendita nei coffee shop di droghe leggere fino a un massimo di cinque grammi giornalieri a persona, e in Spagna è consentita la coltivazione a scopo personale, perpetrata anche attraverso i Social Club, luoghi nei quali la cannabis prodotta viene equamente distribuita tra i soci.

In Repubblica Ceca è legale coltivare la canapa per uso personale e possederne fino a un massimo di 15 grammi, e in Portogallo dal 2001 è stata depenalizzata la detenzione.

Si tratta solo di esempi, e anche se in molti altri Paesi europei possesso e consumo sono considerati illegali, la tendenza generale va verso la depenalizzazione per ne fa uso personalmente.

E in Italia? In Italia sono legali commercio e utilizzo di marijuana light sotto forma di foglie secche che contengono una percentuale di Thc inferiore allo 0,6; viene dunque quasi azzerata la sostanza psicoattiva ma rimangono inalterati gli effetti rilassanti.

Fa bene? Fa male? Incentiva l’utilizzo tra i giovani? Abbatte lo spaccio?

Rispondere a queste domande in modo univoco è impossibile. Le conoscenze sulla sostanza sono scarse, e i pregiudizi tanti.

Quello che ci raccontano le statistiche è che dove la vendita e il consumo sono legali, normalmente i Governi attivano campagne di promozione e informazione rivolte ai cittadini per renderli consapevoli sull’utilizzo, e va da sé che il concetto della liberalizzazione voglia contrastare lo spaccio e le attività malavitose che ne conseguono. Si rivela che la disponibilità nei negozi non implichi un consumo massivo da parte dei giovani, pare invece che siano più le fasce medio-adulte quelle che ne fanno maggior richiesta.

E rispetto all’impatto sulla salute, l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha dichiarato che degli studi certificano l’efficacia della cannabis in caso di crisi epilettiche o gravi convulsioni, e questo parrebbe confermato anche dall’accertato uso terapeutico che se ne fa in molti Paesi del mondo.

Favorevoli o contrari, stando al proliferare dei negozi che vendono cannabis, i cittadini italiani si dovranno adeguare alla messa in commercio di questa nuova sostanza che sta diventando di uso comune.

Siam certi che non si sprecheranno le polemiche che, verosimilmente, qualcuno spegnerà rollandosi una rilassante canna.

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1Commenti
  • Giuseppe
    Posted at 13:03h, 03 Agosto Rispondi

    Ottima per fini terapeutici…

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