Universalismo sanitario: diritto legittimato? Ne parliamo il 5 ottobre

Fondazione The Bridge ha organizzato, presso il Palazzo Giureconsulti di Milano il prossimo 5 ottobre 2018, il convegno “Health Sustainable Innovation”, meeting di carattere europeo che si prefigge di mettere a confronto diversi stakeholder sul tema  dei cambiamenti che il SSN italiano sta affrontando e di chiedere che tali temi entrino nelle agende politiche di chi ci governa.

Il convegno è numero chiuso. Chi fosse interessato a partecipare è pregato di mandare una email al seguente indirizzo segreteria@fondazionethebridge.it

 
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Esplicitato dall’articolo 32 della Costituzione, l’universalismo sanitario non solo ci ha rappresentato una sorta di orgoglio nazionale agli occhi del mondo, ma ha garantito, per anni, un sistema pubblico di accesso alle cure uguale per tutti. Un’eccellenza a tutti gli effetti che, tuttavia, da tempo ha cominciato a dare segni di cedimento.

Siamo di fronte, inutile negarlo, a un sistema misto e imperfetto.

Nonostante sia ancora negato da alcuni garantisti del welfare, siamo in una condizione di sistema misto; dal 2008, ovvero dalla crisi economica, il sistema di spesa pubblica si è contratto (passando dal + 14,8% nel quinquennio 2001-2008 al + 0,6% nel periodo 2009-2017) contro una crescita costante del 3,6% della spesa privata. Ciò ha portato a un incremento nominale della spesa sanitaria totale dal 2010 a oggi di 6,7 mld di euro di cui solo il 5% finanziato da spesa pubblica. Lo scorso anno 2 italiani su 3 si sono trovati a pagare di tasca propria per far fronte alle proprie esigenze sanitarie per una spesa complessiva di 39.7 mld di €.

È imperfetto perché diversità geografiche e tempi d’attesa talvolta inaccettabili costituiscono spesso il primo volano della deriva privatistica.

La volontà di organizzare un incontro di questo tipo nasce dalla necessità di chiarire la situazione odierna e di suggerire idee agli addetti ai lavori, alla luce dei dati registrati per la spesa sanitaria sia pubblica che privata degli ultimi anni.

Per far fronte a questo trend, nel corso degli ultimi decenni, il fenomeno del ricorso a coperture sanitarie integrative ha conosciuto un forte incremento. Queste offrono un doppio livello di assistenza: il primo tende a coprire la prevenzione e la cura delle patologie classificate come meno gravi, il secondo, invece, viene assicurato dalle strutture pubbliche o convenzionate e si occupa di tutte quelle prestazioni da considerarsi più gravi. In questo modo, si presenta la possibilità di poter ricorrere a un doppio canale che sembra ormai aver pareggiato il costo di molte prestazioni private al costo del ticket sanitario, ma resta ferma la convinzione che non sia risolutivo pensare che una quota di reddito da lavoro debba essere obbligatoriamente destinata a finanziare una copertura integrativa.

Giusto? Sbagliato? Fare un’analisi è necessario, dare risposte è doveroso.

Una certezza è che il tema debba entrare nelle agende politiche tanto italiane, quanto europee.

Al livello europeo, è auspicabile promuovere una maggiore convergenza in tema di politiche sanitarie per la sostenibilità di tutti i doversi sistemi sanitari degli stati membri, affinché questi ultimi adottino misure governative atte a regolare il fenomeno del progressivo avanzamento delle coperture assistenzialistiche private.

Nel caso dell’Italia il sistema misto già esiste, ma la sua definizione deve essere  opportunamente regolata e governata dal Legislatore per non correre il rischio di  minare uno dei principi cardine del nostro ordinamento: l’equità nell’accesso alle cure e nelle tempistiche di svolgimento delle stesse. Va fatto in maniera lungimirante e coraggiosa, abbandonando il ruolo di difensore di un disegno ormai cancellato. La sostenibilità dell’intero SSN deve pretendere un confronto istituzionale serrato affinché si arrivi all’adozione di nuove forme di governance e di strategie di sistema che consentano di governare al meglio il nuovo modello di Sistema Sanitario Misto, perché quest’ultimo possa divenire una risorsa per il sistema nel suo complesso e per i cittadini che ne usufruiscono.

 

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