Lavoro e HIV

Per le persone con HIV che si muovono all’interno del mondo del lavoro è fondamentale conoscere i propri diritti.

 

Infatti, accade spesso di ricevere richieste di test per l’HIV per partecipare a un bando oppure come prerequisito per ottenere un posto di lavoro.  Al lavoratore con HIV può anche capitare di subire dei trasferimenti o cambi di mansione immotivati, talvolta anche licenziamenti. Regna ancora tanta ignoranza e tanti pregiudizi tuttora presenti attorno a questa patologia.

E’ più che mai indispensabile per le persone con HIV conoscere i propri diritti e sapere come muoversi in caso di abusi o discriminazioni.

Innanzitutto bisogna essere consapevoli che le persone con HIV sono tutelate dalla legge contro ogni tipo di abuso e discriminazioni sul posto di lavoro e nell’accesso al lavoro. Infatti, già nel 1990, si avvertì l’esigenza di tutelare i lavoratori con HIV con la legge 5 giugno 1990 n. 135 con alcune disposizioni (art. 5 e 6) finalizzate a contrastare indebite intrusioni nella sfera privata del lavoratore e a evitare le conseguenti, possibili discriminazioni.

In particolare, l’art.5 prescrive il rispetto di un elevato livello di tutela della riservatezza nel compimento degli accertamenti sanitari, richiedendo il preventivo rilascio del consenso informato all’esecuzione del test da parte dell’interessato, nonché le modalità di consegna  del referto che ne tutelino la privacy.
L’art. 6 prevede poi un generale divieto per tutti i datori di lavoro, pubblici e privati, di svolgere indagini sullo stato sierologico dei dipendenti o dei candidati all’assunzione; sono quindi illegittime le richieste di esecuzione del test come condizione per l’accesso o il mantenimento del posto di lavoro.

Purtroppo però le norme contenute nella legge n.135/90 vengono spesso disattese, sia perché le violazioni non vengono sempre denunciate per paura da parte della parte lesa di essere visibilmente coinvolto in un procedimento giudiziario, sia per un pronunciamento della Corte Costituzionale (n. 218/94) che consentiva una deroga ai divieti imposti dall’art.6 di suddetta legge, limitatamente al personale delle forze di polizia e a quello sanitario, ma che ha lasciato molto spazio alla libera interpretazione, giustificando di fatto indagini sanitarie su interi gruppi di lavoratori.

La Circolare Ministeriale del 12 aprile 2013 ha avuto il merito di chiarire come in ogni caso rimane il divieto generale di effettuazione del test per l’HIV sia in fase pre-assuntiva sia nel corso del rapporto di lavoro, salvo in alcuni casi particolari dove il rischio di contrarre l’HIV sia particolarmente elevata.

Come comportarsi in caso di abusi o discriminazioni?

Benché ci rendiamo conto non sia semplice, dal momento che sono in gioco tante questioni personali e relazionali, in caso di abusi o discriminazioni, la persona con HIV dovrebbe rivolgersi ad un legale o a una associazione di pazienti che potrà fornire consigli competenti guidandolo nelle scelte e assicurando un’eventuale e adeguato supporto legale.

 

 

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1Commenti
  • Armando Toscano
    Posted at 17:04h, 29 giugno

    Tra l’altro la flessibilizzazione del lavoro comporta un problema non indifferente di ricattabilità (come possibilità nell’esistente, non in maniera sistematica), che accentua pregiudizio e stigma.