La morte buona – Italia tra eutanasia, suicidio assistito e testamento biologico

Nell’ultimo anno, i media hanno parlano molto di testamento biologico ed eutanasia, temi controversi e dolorosi, ma non per questo legittimamente destinati a essere inascoltati. A livello di opinione pubblica il dibattito è acceso, ma ci si accorge che i termini vengono spesso usati in maniera intercambiabile. Fare chiarezza è necessario.

EUTANASIA è un termine di origine greca che letteralmente significa morte buona, con cui oggi si indica la possibilità di porre fine alla vita di un paziente, consenziente, per il quale non si attestano possibilità di guarigione o di condurre una vita in modo dignitoso. Come indicato nel Dizionario di Medicina Treccani, essa può essere “procurata deliberatamente con la somministrazione di un farmaco letale (e. attiva), oppure con l’assunzione da parte della persona malata di un farmaco letale preparato da un medico (suicidio medicalmente assistito)”. In entrambi i casi, in Italia l’eutanasia costituisce reato. Al contrario, la sospensione delle cure costituisce un diritto inviolabile in base all’articolo 32 della Costituzione.

Il SUICIDIO ASSISTITO avviene con un aiuto medico, ma senza intervenire nella somministrazione delle sostanze, che la persona assume da sé. Si tratta di sostanze che portano ad addormentarsi e rapidamente a morire. In questi casi per esempio, la morfina causa, come effetto secondario, la diminuzione dei tempi di vita. In Italia è vietato.

TESTAMENTO BIOLOGICO è un documento con il quale il firmatario affida al medico indicazioni anticipate di trattamento nel caso di perdita di capacità di autodeterminazione a causa di malattia o incidente. Tuttavia, si tratta di un documento è privo di valore giuridico nel nostro ordinamento perché in Italia, com’è noto, non c’è ancora una legge, al contrario di quasi tutti i Paesi europei che hanno una legge sul fine vita.

In Italia, l’eutanasia è vietata dalla legge e costituisce reato rientrando nelle ipotesi previste e punite dall’articolo 579 (Omicidio del consenziente) o dall’articolo 580 (Istigazione o aiuto al suicidio) del Codice Penale.

Disciplina diversa è prevista nel caso della sospensione delle cure – meglio conosciuta come eutanasia passiva – che costituisce un diritto inviolabile a norma dell’articolo 32 della Costituzione, che cita: “Nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge. La legge non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana”.

A questo si aggiunga che il 14 dicembre 2017 è stata approvata legge “Norme in materia di consenso informato e di dichiarazioni di volontà anticipate nei trattamenti sanitari”, il cd “testamento biologico”, che sancisce il diritto della persona a stabilire anticipatamente le sue volontà nel caso in cui si trovi nella posizione di non poterlo fare. Un individuo, infatti, può stabilire le “Disposizioni anticipate di trattamento” (DAT), e così “esprimere le proprie convinzioni e preferenze in materia di trattamenti sanitari, nonché il consenso o il rifiuto rispetto a scelte diagnostiche o terapeutiche e a singoli trattamenti sanitari, comprese le pratiche di nutrizione e idratazione artificiali“.

In Europa.

tabella x eutanasia

 

Pur ritenendo doveroso un intervento normativo sui temi, non vogliamo prendere opinione personale sul tema, ma chiudiamo suggerendo la visione di tre magnifici film il cui protagonista è la “morte buona”: Le invasioni barbariche [di D. Arcand, 2003], Mare dentro [A. Amenàbar, 2004], Million Dollar Baby [C. Eastwood, 2004].

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