La malattia di Alzheimer

La malattia di Alzheimer è una malattia cronica degenerativa del cervello, descritta per la prima volta nel 1906 dallo psichiatra tedesco Aloise Alzheimer, che causa una progressiva compromissione delle capacità cognitive.

Essa rappresenta la forma più frequente di demenza (50-60%) e la forma sporadica che rappresenta oltre il 90% di tutti i casi, è una malattia complessa multifattoriale la cui prevalenza aumenta con l’età dal 5-10 % degli ultra 65 al 30 % degli over 80. L’incidenza è compresa tra l’1 e il 5 per mille della popolazione generale, e tra l’1% e il 24% negli anziani e negli ultraottantenni.

I complessi meccanismi biologici coinvolti nella patologia determinano la perdita delle cellule nervose (atrofia) e dei loro collegamenti (sinapsi) che costituiscono i circuiti neuronali che permettono l’espletamento delle funzioni cognitive; le manifestazioni iniziali sono spesso i cambiamenti del carattere e la sospettosità nei confronti delle altre persone.

I sintomi principali iniziali sono la perdita di memoria e il disorientamento a cui si associano successivamente i disturbi del linguaggio, la capacità di ragionamento, di fare calcoli, l’orientamento spazio-temporale, con conservazione dello stato di coscienza vigile, il linguaggio, la capacità di eseguire le attività quotidiane funzioni che progressivamente, nel corso anche di molti anni, si perdono del tutto.

Oltre alle problematiche cognitive vi sono anche alterazioni e disturbi del comportamento denominate BPSD (Behavioral and psycological symptoms of dementia), fino ad arrivare agli stadi avanzati caratterizzati da una completa perdita di autonomia e autosufficienza.

In Italia oltre un milione di persone ne sono colpite e si stima che complessivamente la malattia interessi 3 milioni di persone se consideriamo il coinvolgimento di coloro che assistono la persona malata. La ricerca biomedica pur avendo acquisito una mole enorme di conoscenza non ha ancora fornito risposte terapeutiche efficaci alla sua cura.

È quindi necessario un grande impegno per rafforzare gli interventi non solo sul versante della ricerca di base e traslazionale, ma anche sul piano psicologico e su quello psicosociale per venire in supporto ai bisogni e alle gravose problematiche dei malati e delle loro famiglie.

Ci sono molte associazioni e volontari che aiutano le persone con questa patologia. Una di queste è ARAL Onlus (Lissone in Brianza) che promuove la ricerca e la diffusione della conoscenza delle malattie neurodegenerative. Di seguito il loro sito internet nel quale potrete trovare tutte le attività dell’associazioni e i contatti per eventuali domande: http://aralonlus.blogspot.com/

Potete scrivere anche al seguente indirizzo e-mail: associazionearal@gmail.com

 

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