Emicrania: una patologia sociale

Il 62% degli italiani soffre di mal di testa; in particolare il 12% (percentuale che sale al 18% se prendiamo in considerazione solo le donne, soprattutto tra i 35 e 35 anni), di emicrania. L’impatto dell’emicrania sulla qualità della vita è rilevante: secondo uno studio multinazionale condotto su giovani donne emicraniche, il 71% di queste non riesce a svolgere attività lavorativa o scolastica [Fonte adnkronos].

La cefalea è diventata la principale causa di disabilità e di utilizzo di servizi, consumando infatti l’80% circa dell’intera spesa sanitaria dell’area neurologica. Si stima che in Italia, il costo (diretto e indiretto) si aggiri sui 6 miliardi di euro l’anno, di cui 3.5 miliardi destinati all’emicrania [Fonte. Quotidiano sanità]

Ancora più invalidante appare, però, l’emicrania cronica, ovvero il mal di testa che si presenta da almeno 3 mesi per più di 15 giorni al mese almeno 8 dei quali devono essere accompagnati da sintomi come nausea, ipersensibilità alla luce e rumori e dolore localizzato.

Secondo l’OMS, l’emicrania cronica  rappresenta la sesta malattia più invalidante e, da una ricerca condotta da Insight Engineers e supportata da Allergan, questa avrebbe forti ripercussioni sulla sfera privata. Dallo studio emerge, infatti, che il 55% degli intervistati italiani con emicrania cornica spesso rinuncia al sesso a causa della malattia, per il 56% il mal di testa è causa di discussioni con il partner e il 39% lo ritiene motivo di tensione che per il 14% dei casi può diventare addirittura motivo di rottura.

Per quanto riguarda i costi sociali, i costi indiretti sono maggiori e sono riconducibili alla perdita di produttività lavorativa: si stima, infatti, che il 72% dei pazienti con emicrania cronica riporti difficoltà sul lavoro. In particolare, i valori sono:

  • Giorni con disabilità in attività domestiche e sociali: 52.5;
  • Giorni di compromissione di lavoro o studio: 23.6 (di cui 7.1 giorni di assenza e 16.5 giorni di ridotta produttività).

Questi dati, combinati con le stime che indicano il possibile insorgere nelle persone che soffrono di emicrania cronica di depressione dell’umore, disturbi d’ansia, ipertensione arteriosa e aumento del peso corporeo o, per quanto riguarda specificatamente le donne, rischio di trombosi ed ischemie cerebrali e cardiache, fanno comprendere come sia doveroso e necessario focalizzare l’attenzione su questa un tema che appare ancora trascurato e poco affrontato. D’infatti, una patologia che tocca una fetta così corposa di popolazione e che incide sia sulla sfera sociale che lavorativa necessita di una regolamentazione adatta che sappia dare risposte pronte e complete a chi ne è colpito.

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1Commenti
  • Rita
    Posted at 15:39h, 25 luglio Rispondi

    Soffro spesso di emicrania e sinceramente mi ritrovo molto col dato inerente al lavoro.

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